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Impressioni

AURELIO

Impressioni - Aurelio Ma che estate è questa? Non l’abbiamo proprio azzeccata, dice Aurelio guardando il cielo plumbeo e mettendosi la cerata per ripararsi da un vento fastidioso che fa piombare questa giornata di metà agosto in un tipico scenario invernale. Intanto il più piccolo dei due figli della coppia di turisti francesi strilla con una intensità inaudibile e inesauribile, contribuendo a creare un clima di sconforto e di rassegnazione. E allora che si fa? Raffaele tu sei lo skipper, pendiamo dalle tue labbra, perché non ci fai il miracolo? I miracoli non li so fare ma se ci ridossiamo dalle parti del golfo di Viticcio, per il pomeriggio il meteo ci dà un miglioramento e magari riusciamo a fare un bagno e stiamo un po’ più tranquilli. Aò, io me farei una bella magnata! Aggiunge Aurelio in perfetto accento romanesco, oggi il menù di bordo cosa prevede? Facciamo un risottino allo zafferano, segue una caprese, frutta, cantuccini col vinsanto e c affè. Ottimo! E tu che ne dici Valerie? Oui, oui, c’est bon . Ma il piccolo Maximilien riaccende la sua sirena e ci perfora i timpani per cinque minuiti. Aò, io lo butterebbe in mare, ma nun se po’. Se ie trovo l’interruttore, lo spengo! Questo maledetto scirocco rinforza. Via la randa e andiamo al lasco solo col fiocco. Sei nodi. Non è male. Ma fa veramente freddo. A mezzogiorno arriviamo in rada e un timido raggio di sole inizia a farsi spazio tra le nuvole. Sottovento si sta decisamente meglio e il meteo ci ha azzeccato, piano piano sta venendo fuori un bel sole. Ragazzi tutti a fare il bagno. Bello qui, posto incantevole, che pace! Non l’avesse mai detto. UU……..UUU…….UUUU……., oddio riattacca! Menomale, ragazzi è pronto, si mangia! Aurelio esce dall’acqua, monta sulla plancetta di poppa si avvicina a Maximilien e con uno sguardo tra il bonario e il supplichevole e gli dice: A ragazzì, e daie! Nu’ frignà, magna!


GAETANO

Impressioni - Gaetano, barca a vela in toscana Questo è il racconto di come è finita la nostra crociera che ha avuto come obbiettivo quello di ripassare dall’Elba per approfittare di una cena che aveva come piatto forte una succulenta cernia arrosto. Abbiamo scelto il Giglio come ultima tappa ,anche perché tutti volevamo vedere la Concordia già in parte riemersa, agganciata ai cassoni di galleggiamento, pochi giorni prima che venisse portata verso la sua nuova destinazione. In porto non c’è possibilità di entrare e con questo maestrale fastidioso decidiamo di ridossarci a Giannutri dove passiamo una notte tranquilla. La mattina torniamo indietro e poco prima di dare fondo a cala delle Cannelle ci telefona Pino, chef della Tavernetta di Porto Azzurro che ci informa della rara occasione di gustare una cernia di tre chili, appena pescata. Non te la fare scappare! E’ nostra Pino! Facciamo una variante al piano di navigazione e invece di puntare direttamente su Punta Ala, stasera siamo da te , tutti felici di rivederti dopo la precedente sosta fatta sabato scorso, prima di andare in Capraia. Ci sentiamo per telefono per darti conferma dell’ora di arrivo. La giornata è bella e il vento è calato. Sbarchiamo col tender e andiamo a piedi in paese. C’è un gran movimento di turisti armati di macchine fotografiche che si posizionano sugli scogli, il più vicino possibile al gigante morto quasi o volerlo toccare fisicamente, tanto è vicino. Aperitivo , bagno, sole, ancora bagno e poi pranzo. Immancabile pennichella. Ragazzi s’è fatto tardi! Via di corsa, se non si va via subito prima delle nove non si arriva. Tra mettere in acqua il tender e sbarcare prima delle dieci non siamo a tavola. Telefoniamo a Pino per avvisarlo che dia via pure il tavolo per il primo turno. Il vento ci abbandona sempre più e ci gira pure di prua. Così finiamo per andare a motore e arriviamo in rada con l’ultimo filo di luce di questo venerdì di tardo Luglio. Muoviamoci, è tardissimo. Ma la fretta non è buona consigliera. Gaetano va a prua e aggancia la drizza alla cimetta del tender. Via con il winch elettrico veloce. Ora cala piano. Sboing! , Booom! Porca pu…. ! La gassa si è aperta e la drizza in tensione ha avuto un effetto elastico ed è andata ad attorcigliarsi in testa d’albero bloccando la penna del genoa. Domattina con la luce valuteremo, ora pensiamo alla nostra cernia. Il tender è in acqua libero e rovesciato. Fortunatamente non avevamo ancora spento il motore e azionando l’elica di prua riusciamo ad accostarci e ad agganciarlo col mezzo marinaio. Ora c’è da girarlo, vuotarlo dall’acqua e asciugarlo. A quest’ora non ci voleva prpio. Passami il motore. Non parte. Come non parte? Forse si è ingolfato. Ore 22,45. Lo stomaco gorgoglia. Il morale dell’equipaggio è ai minimi. Prova e riprova. Niente da fare, non ne vuole sapere. Si vede che non è serata. Chiama Pino e senti se manda qualcuno a prenderci. Ha detto che ci manda la Guardia Costiera! Dai non scherziamo. Passami la torcia che tolgo il carter. Ma guarda te. Come avrà fatto a sganciarsi questa levetta dell’aria che praticamente lo teneva ingolfato in automatico. Ora o mai più. Ultimo tentativo. Immensa nuvola di fumo. Dai, è partito! Urla di gioia. Chi la dura la vince. Ti prego resisti, non ti spengere! Ore 11,15 siamo finalmente seduti a tavola. Michele, il fratello di Pino fa una battuta. Mi dispiace ragazzi, io ho cercato di trattenerla, ma la cernia si è stufata di aspettare e dieci minuti fa ha deciso di tornare a casa. Dai non fare i’ bischero! Faccela vedere! Che spettacolo, vai subito a metterla in forno. Meglio tardi che mai!


ELENA

Impressioni - Elena, barca a vela in toscana Arriviamo a Punta Ala nel tardo pomeriggio, ma anche se sono quasi le sette usciamo lo stesso per prendere l'ultima brezza della sera. Otto nodi di vento. Facciamo un traverso tranquillo in direzione di Cala Violina dove arriviamo giusto in tempo per cenare alla luce del tramonto. Molto romantico. Qui sono andati via tutti sia per mare che per terra. Siamo i padroni della cala ed è una solitudine bellissima. Prendiamo il caffè che è ormai buio e ci sdraiamo a pancia in su, sulla tuga a vedere le stelle. Tra tre giorni è la notte di San Lorenzo e se siamo fortunati stasera ne vediamo qualcuna venir giù. Una pace immensa. Un silenzio appena rotto da qualche onda che frange sulla spiaggia. Mi sento davvero libera, lontana dai ritmi frenetici della mia vita quotidiana. Il rapporto con il mare e questa splendida natura mi rende immensamente felice. Rientrando in porto ci accorgìamo che la lampadina in testa d'albero non funziona. Raffaele mi chiede se domani me la sento di salire fin lassù per cambiarla. Io che di lavoro faccio acrobazia in aria con i tessuti non ho assolutamente problemi a provare questa nuova esperienza. Per me l'importante è stare in mare il più possibile perché lo amo davvero.


ALESSIA

Impressioni - Alessia, barca a vela in toscana Ecco le mie impressioni di una settimana di vacanza all'Elba su NOI SI VA. Abbiamo navigato in senso antiorario perché c'era maestrale e Raffaele ci ha detto che così avremmo avuto un andatura più comoda. E così è stato. Tra l'altro io soffro un po' di mal di mare, ma dopo il primo giorno, forse anche grazie al comfort di un'imbarcazione di grandi dimensioni, tutto è andato a posto. Con calma e senza fretta ho potuto vedere posti di rara bellezza. Il vento è stato di intensità variabile, ma non ci ha mai abbandonato. Scapolato S. Andrea abbiamo aperto il gennaker che ci ha piacevolmente portati fino a Fetovaia . Il porto mediceo di Portoferraio è una perla inacastonata in un anfiteatro naturale. Simpatica anche Marciana Marina, molto viva e animata. Poi una bellissima notte alla ruota a Margidore e un bel bagno all'Innamorata. Ho subito fatto amicizia con gli altri partecipanti e dopo una settimana eravamo diventati un vero equipaggio. Raffaele ci ha fatto collaborare in alcune mansioni non impegnative. Io dovevo controllare la regolazione della randa e mi sono molto divertita. Alla fine del viaggio ci siamo fermati in cale incantevoli come Cala Mola e Straccoligno. L'ultima sera siamo andati a cena alla Tavernetta di Porto Azzurro. Menù non con pesce surgelato o di allevamento tipo "turisti fai date". Abbiamo mangiato una stupenda pezzonia cucinata all'elbana, vero sapore di sale, sapore di mare! Ora di questa vacanza ho solo un dolce ricordo e se potessi ripartirei domattina.


SIMONE

Impressioni - Simone, barca a vela in toscana Siamo a Marciana alla ruota perchè siamo arrivati tardi e di questa stagione trovare un posto in porto è impossibile. Ci prepariamo per andare a letto che è quasi mezzanotte quando squilla il telefonino di Raffaele. è Francesca, una delle sue figlie, che lo avvisa che sta andando all'ospedale per partorire Bianca, la sua prima figlia. La vacanza sarebbe comunque finita domani e dopo una breve riunione in pozzetto decidiamo di partire domattina presto, in modo che Raffaele possa rientrare a Firenze per l'ora di pranzo. Ore cinque, sveglia. Scivoliamo al minimo fuori dal porto su un'acqua così liscia che non l'avevo mai vista. Vento zero. Si va a motore verso est mentre albeggia. In primo piano la superficie azzurra del mare, dietro il contorno dell'isola completamente nero e sopra inizia ad affacciarsi un sole di un rosso morbido, non accecante. Un'atmosfera magica, unica. Valeva la pena fare questa levataccia per godersi questo spettacolo stupendo. Facciamo colazione in pozzetto fermi, senza oscillazioni come se fossimo seduti al bar. A dritta ora abbiamo l'Enfola, motore a 3200 giri, velocità 7 nodi, niente vela. Non avrei mai creduto che anche così, navigare potesse essere davvero bello.